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Fin dalla fondazione della Casa Generalizia dei Padri Redentoristi nel 1855 esisteva una Biblioteca. Uno dei suoi primi fondi fu costituito dall’eredità delle collezioni appartenute al Cardinale Clément de Villecourt (+ 17.1.1867). La direzione dei futuri sviluppi fu impressa dal P. François Xavier Reuss (1842-1924), alsaziano, poeta latino, poliglotta, colto e di grande fama. Nel 1868 fu nominato bibliotecario e venne confermato per diversi decenni. Il Superiore Generale P. Nicolas Mauron (1818-1893) gli aveva affidato l’incarico di acquistare tutti i libri citati da S. Alfonso nelle sue opere morali, dogmatiche e ascetiche per la preparazione di un’edizione critica, soprattutto della “Theologia moralis” ed egli si dedicò a questo compito “con uno zelo ed una perseveranza incredibili”, sfruttando una situazione favorevole: la soppressione di molti conventi in Italia dopo l’occupazione dello Stato della Chiesa aveva immesso sul mercato una quantità enorme di libri religiosi a prezzi vantaggiosi. All’arrivo di P. Reuss la Biblioteca possedeva circa 1.000 volumi e il numero salì a 25.000 nel 1905. Seguì un lungo periodo di inerzia al termine del suo incarico. Le acquisizioni di nuovi libri diminuirono e cessò la sottoscrizione di molte riviste. Dalla fondazione, nel 1949, dell’Accademia, fin dall’inizio specializzata in teologia morale si svilupparono nuove prospettive. Questa scelta decisiva ha determinato la politica delle acquisizioni future, realizzata sistematicamente solo dal ’74 in poi con il mandato di P. Martin Benzerath (1917-2007). Ora la Biblioteca cerca di conseguire i suoi nuovi obiettivi: offrire a insegnanti e studenti una documentazione, la più completa possibile, per lo studio e l’approfondimento, per la preparazione di seminari, per l’elaborazione di licenze, dottorati, tesi, memorie e, infine, per la pubblicazione di libri e articoli.

L’incremento delle raccolte si sviluppa attualmente in diverse direzioni:

1. Completare il vecchio fondo per continuare l’opera iniziata da P. Reuss. E’ in atto il suo ampliamento non solo con l’integrazione di fondi antichi sull’etica protestante e filosofica, ma anche con la raccolta di libri pubblicati in lingue diverse dal latino. Un altro obiettivo consiste nel riunire il maggior numero possibile di edizioni delle opere più consultate. Ormai i manuali latini sono caduti in profondo discredito. Tuttavia essi hanno contribuito a formare le coscienze di un grande numero di cristiani per varie generazioni. Oggi l’acquisizione di vecchi trattati e manuali viene nuovamente facilitata dalla chiusura di tante case religiose, che donano spesso le loro collezioni. E’ importante che il bibliotecario riesca a inserirsi in questa rete di relazioni, che apre l’accesso a tali raccolte, talvolta preziose.

2. Acquisire pubblicazioni recenti nel campo della morale e dell’etica filosofica. Si cerca, ove possibile, di mettere insieme i testi originali e le loro traduzioni in molte lingue, a partire da quella italiana. Questo impegno si estende anche ai fascicoli, che contano diverse migliaia di unità.

3. Documentare le problematicità del mondo contemporaneo, ampliando lo sguardo verso i nuovi orizzonti aperti da teologia, etica, storia, comunicazione, tecnica, scienza, economia.

L’impegno del Prof. Ivan Rebernik e di altri bibliotecari promotori hanno creato la rete URBE (Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche), che riunisce Università e Accademie diverse per specializzazioni e utenza. La Biblioteca ne fa parte dal 1991. Questa collaborazione ha permesso di avviare nel 1994 la catalogazione elettronica prima con il programma Aleph ed attualmente con Amicus. Ora da tutto il mondo è possibile consultare il nostro patrimonio bibliografico, che conta più di 200.000 titoli di libri e 1.264 di riviste, tra cui circa 420 attive.